L’esposizione allo stress termico aumenta i rischi per i lavoratori dell’edile
EDILIZIA E CALORE: priorità sicurezza
Le altissime temperature estive mettono a dura prova i lavoratori dell’edilizia, rendendo l’ambiente di lavoro estremamente impegnativo e pericoloso.
L’esposizione prolungata al caldo estremo può infatti procurare stress termico agli operatori.
Lavorare sotto il sole cocente, in condizioni di caldo estremo può portare disidratazione e colpi di calore, fonti di vertigini, confusione mentale, crampi muscolari nella migliore delle ipotesi.
Anche la fatica è percepita in maniera diversa. Il caldo intenso richiede uno sforzo fisico extra ai lavoratori edili che devono affrontare attività impegnative come il sollevamento di materiali pesanti e altre mansioni fisicamente gravose.
Questo può portare ad una minore energia, che influenza negativamente la produttività ma anche la qualità del lavoro.
Le alte temperature – è accertato – portano ad una riduzione della concentrazione e dell’attenzione, aumentando di conseguenza il rischio di incidenti sul posto di lavoro.
Una diminuzione della capacità di prendere decisioni rapide e corrette può condurre a errori pericolosi nell’uso di attrezzature o nel coordinamento con le squadre di lavoro.
La mancanza di coperture e ripari che consentano il refrigerio dell’ombra, può rendere l’ambiente di lavoro estremamente insalubre e pericoloso. A tutto questo, si aggiunge che lavorare regolarmente in ambienti con alte temperature può avere anche effetti a lungo termine sulla salute dei lavoratori. Effetti che possono includere danni al sistema cardiovascolare, ai reni e un aumento del rischio di sviluppare patologie correlate al caldo.
A causa delle condizioni difficili di lavoro, gli operatori dovrebbero avere la possibilità di fare pause più frequenti, per raffreddarsi e recuperare. Fermo restando che in alcune regioni, le ondate di calore possono essere particolarmente estreme e prolungate, da rendere impossibile il lavoro edile durante le ore più calde.
Worklimate: la misurazione del livello di rischio
Già qualche anno fa, l’Ispettorato nazionale del lavoro aveva diramato una nota annunciando una intensificazione delle azioni di prevenzione dal rischio derivante da stress termico anche nei cantieri edili.
Adesso, il Workclimate, frutto della collaborazione fra Inail e Consiglio nazionale delle ricerche CNR-IBE approfondisce la questione relativa agli effetti delle condizioni di stress termico ambientale sui lavoratori.
Nello specifico, il progetto prevede la possibilità anche di valutare i rischi sulla base di diversi livelli (livelli di rischio-caldo) offrendo anche indicazioni sui comportamenti da tenere.
É sufficiente accedere qui ed inserire il nome di una località per avere precise informazioni sul livello di rischio-caldo registrato nella zona per i 5 giorni successivi.
Il rischio viene catalogato in questo modo:
- Livello di rischio: Alto (EMERGENZA)
Questo livello di rischio è associato ad uno stress da caldo particolarmente critico per la salute. È fortemente consigliato modificare l’orario lavorativo, privilegiando i periodi meno caldi della giornata, anche per lo svolgimento di attività di livello moderato.
Se possibile, incrementare le pause in luoghi ombreggiati o in zone con aria condizionata dove è anche possibile idratarsi.
- Livello di rischio: Moderato (ALLARME)
Le indicazioni riportate sono le medesime: idratazione, moltiplicazione delle pause, possibilità di riprogrammare l’attività lavorativa prediligendo i momenti più freschi della giornata.
- Livello di rischio: Basso (ATTENZIONE)
Potrebbero verificarsi condizioni di stress termico (generalmente basso) per cui si suggerisce di alleggerire il vestiario indossato e di porre attenzione all’idratazione.
- Livello di rischio: Nessuno
In assenza di fenomeni di rischio prevedibili.
Temperature estreme? Scatta la cassa integrazione ordinaria
Considerata l’eccezionale ondata di calore che interessa tutto il territorio nazionale e l’incidenza che queste condizioni climatiche possono determinare sulle attività lavorative, con il messaggio 28 luglio 2022, n. 2999 l’INPS ha voluto riepilogare le principali istruzioni operative per la gestire le richieste di Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) con causale “eventi meteo”.
La causale “eventi meteo”, infatti, è invocabile dal datore di lavoro anche in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa delle temperature elevate.
Sono considerate tali quelle superiori a 35° centigradi.
Tuttavia, anche temperature inferiori a 35° centigradi possono determinare l’accoglimento della domanda di CIGO qualora si valuti non solo la temperatura rilevata dai bollettini meteo, ma anche quella percepita, che è più elevata di quella reale.
Il datore di lavoro, nella domanda di CIGO e nella relazione tecnica, dovrà indicare le giornate di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa e specificare il tipo di lavorazione in atto nelle giornate medesime, nonché le cause, riconducibili all’eccessivo calore che hanno determinato detta sospensione/riduzione.
Come riporta la nota INPS:
“Si ricorda, inoltre, che la cassa integrazione ordinaria è riconoscibile in tutti i casi in cui il datore di lavoro, su indicazione del responsabile della sicurezza dell’azienda, dispone la sospensione/riduzione delle lavorazioni in quanto sussistono rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori, purché le cause che hanno determinato detta sospensione/riduzione non siano imputabili al datore di lavoro stesso o ai lavoratori.
Pertanto, anche nel caso in cui le sospensioni/riduzioni siano disposte dal datore di lavoro su indicazione del responsabile della sicurezza per cause riconducibili alle temperature eccessive rilevate sul luogo di lavoro, è possibile valutare positivamente la richiesta di integrazione salariale ordinaria”.



