Infortuni in edilizia: quanto pesa il ruolo delle macchine?

Infortuni in edilizia formazione - Sama Noleggia

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Secondo i dati Inail, in Italia, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale relative al 2023 sono state 1.041, con una media di oltre due decessi giornalieri.
Molti dei quali hanno interessato il comparto delle costruzioni, con un’incidenza che quando si riduce, non lo fa in maniera significativa, rispetto al trend degli anni precedenti. 

Ma quali sono le cause degli eventi infortunistici in cantiere?

I principali fattori di rischio che nei cantieri causano gli eventi infortunistici più gravi sono:

  • le cadute dei lavoratori dall’alto;
  • le cadute dei carichi, anche a seguito di crolli, smottamenti o frane;
  • le perdite di controllo dei preposti nella conduzione di mezzi di lavoro.

La maggior parte degli infortuni sono riconducibili a errori di procedura commessi dall’infortunato o da terzi, oppure dall’uso improprio delle attrezzature.
Si tratta di pratiche lavorative scorrette, talvolta estemporanee, che però vengono tollerate dalle aziende del comparto, poco consapevoli forse delle dimensioni sempre più importanti e quindi più pericolose che potrebbero assumere.

La maggior parte degli infortuni sul lavoro (mediamente il 62%) e dei decessi (il 55%) si verifica nelle fasi di demolizione/preparazione del cantiere, nei lavori di impiantistica elettrica ed idraulica e in generale nelle opere di costruzione specializzata. Il resto accade nella costruzione di edifici e nelle opere di ingegneria civile.

La stragrande maggioranza degli infortuni avviene in occasione di lavoro (oltre il 90 per cento), la restante parte in itinere.

È noto che il settore edile è storicamente tra i più rischiosi per il ricorso all’elevata manualità, per lo sforzo cui viene sottoposto il fisico del lavoratore, per gli effetti legati alla stagionalità e al clima (temperature troppo fredde o troppo calde). E la frequenza infortunistica (sia se si considerano le inabilità permanenti che le morti), colloca il settore edile al primo posto tra i comparti più a rischio. 

Più nello specifico, riportando quanto descritto dal documento Inail del 2023 relativo all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, si evince che la stragrande maggioranza degli infortuni dell’ultimo quinquennio esaminato è dovuta a particolari fattori tra cui: 

  • Schiacciamento in movimento verticale o orizzontale su/contro un oggetto immobile (30 per cento dei casi);
  • Cadute dall’alto, come da impalcature, scale, ecc. per 2 casi su 3; 
  • Contatto con un agente materiale tagliente, appuntito, duro o abrasivo (poco più di un caso su 5);
  • Sforzo fisico per il maneggio e trasporto di carichi, materiali e detriti di demolizione pesanti (un caso su 5); 
  • Perdita di controllo di una macchina o un’attrezzatura in spostamento (un caso su 4).

Stando a quest’ultimo indicatore, estrapolato dai dati in possesso dell’Inail (che chiaramente non tengono conto del lavoro sommerso), si evince quindi che anche la presenza di macchine e attrezzature contribuisce agli episodi infortunistici

Tanto si può ancora fare per migliorare la sicurezza in cantiere. Sia sotto il profilo della formazione che anche dal punto di vista delle attrezzature utilizzate. 
È anche per questa ragione che, da noleggiatori, non possiamo fare a meno di sottoporre ogni nostra macchina per l’edilizia a rigorosi controlli e manutenzioni. 
Perché la sicurezza è il primo step per consentire ai nostri clienti di lavorare in modo sereno; che permette alle aziende di noleggio come noi di preservare la flotta e quindi il patrimonio.

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